Se c’è un vitigno che racconta alla perfezione la nostra isola, tra sole caldo, brezze marine e tradizioni antiche, quello è sicuramente l’Inzolia.
Oggi vogliamo portarvi a fare un viaggio tra i filari di questa uva bianca straordinaria, che noi di Baglio Diar coltiviamo rigorosamente in regime biologico.
Inizieremo con un piccolo excursus sulla storia del vitigno e sulle sue caratteristiche, per poi chiudere con la nostra espressione di Inzolia, “Diornu”.
Un po’ di storia
L’Inzolia è uno dei vitigni a bacca bianca più antichi della Sicilia. Pensate che la sua presenza sull’isola risale a secoli fa.
Probabilmente è stato portato qui dai Greci (alcuni studi hanno dimostrato una correlazione con varietà greche come Rhoditis e Sideritis), per poi essere esportato nel “continente” dai Romani.
Al di fuori della Sicilia si trova però soprattutto in Toscana, tra l’isola d’Elba e del Giglio, così come nella Maremma, con il nome di Ansonica.
Caratteristiche dell’uva Inzolia
È una varietà forte, che ama il sole e resiste alla siccità; è capace di dare il meglio di sé proprio nei terreni vicini alla costa, dove “respira” l’aria salmastra del mar Mediterraneo.
Nelle annate più piovose può soffrire di botrite, una sorta di muffa polverosa grigiastra che distrugge la buccia, produce enzimi che alterano il colore e l’aroma del vino. In alcuni casi rari queste condizioni possono dar vita alla muffa nobile, o botritis cinerea, che dà vita ai vini passiti muffati. Ma quello è tutto un altro discorso.
L’Inzolia (o Insolia) è allo stesso tempo una varietà versatile: può dar vita a vini immediati e delicati così come vini strutturati. Rientra tra i vitigni tradizionalmente utilizzati nella produzione del vino marsala, e qualcuno si è cimentato anche negli orange wine.
Noi abbiamo prediletto la sua versione fresca e delicata.
Diornu: l’Inzolia biologico di Baglio Diar
La nostra è un’interpretazione in purezza del vitigno, che coltiviamo nei nostri vigneti tra Marsala e Trapani. Ci troviamo in alta pianura, a circa 100 metri di altitudine ed a pochi chilometri di distanza dal mare.
Le uve generalmente giungono a maturazione nella fine di agosto. Dopodiché in cantina facciamo fermentazione ed affinamento in vasche di acciaio inossidabile sotto controllo di temperatura, per preservarne le sue caratteristiche.
Ha un colore paglierino scarico, al naso potresti riconoscere profumi che spaziano tra la frutta a polpa bianca come la pera o la mela e sentori freschi tipo il gelsomino o la menta, mentre quando lo berrai lo potresti trovare leggero, fresco, magari anche con qualche nota di lime sul finale.
Nella sua leggerezza si rende anche piuttosto versatile: provalo con dei crudi di mare, insieme a piatti sapidi senza pomodoro o con dei formaggi freschi.
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