Nel 2024 nei nostri vigneti sono caduti appena 90 millimetri di pioggia in tutto l’anno. Un dato che racconta meglio di qualsiasi grafico quanto il cambiamento climatico stia trasformando il modo di fare vino in Sicilia.
In questo articolo parleremo di come il cambiamento climatico sta impattando sulla nostra viticoltura, cosa facciamo noi di Baglio Diar in quanto produttore biologico, terminando con un breve focus sui nostri vitigni autoctoni.
Il cambiamento climatico sta cambiando anche il vino
Negli ultimi decenni le temperature medie sono aumentate e la vite segue ritmi diversi rispetto al passato.
La vendemmia, ad esempio, spesso inizia con diversi giorni di anticipo rispetto a qualche anno fa. Le uve maturano prima e raggiungono concentrazioni di zuccheri più elevate, con effetti sul profilo del vino.
A questo si aggiungono eventi meteorologici sempre più estremi: lunghi mesi senza pioggia possono essere seguiti da violenti temporali che mettono sotto stress le piante e il terreno.
Per questo oggi fare vino biologico significa anche sapersi adattare. Non si tratta di combattere la natura, ma di lavorare insieme ad essa, cercando il giusto equilibrio.
Nel nostro caso, ad esempio, c’è stata un’annata, la 2024, in cui ha piovuto 90 millimetri nel corso di tutto l’anno. Siccità al limite dell’estremo, che ha portato ad una straordinaria diminuzione delle rese, ed al contempo ad una maturazione estremamente precoce delle uve.
Noi, che già siamo generalmente i primi in Italia ad iniziare con la vendemmia, abbiamo dovuto anticipare di ben due settimane, iniziando a raccogliere il 17 luglio, con un calo generalizzato della produzione di oltre il 30%.
Tutto parte dal suolo
Quando si parla di siccità pensiamo subito alla terra.
Un terreno ricco di sostanza organica funziona come una spugna: assorbe l’acqua quando piove e la restituisce lentamente alle radici durante i periodi più secchi.
Per questo nei nostri vigneti tra Marsala, Trapani, Salemi e Mazara del Vallo dedichiamo grande attenzione alla salute del suolo.
Una delle pratiche che utilizziamo, ad esempio, è la semina del favino, una leguminosa con una preziosa capacità: grazie ai batteri presenti nelle sue radici riesce a fissare naturalmente l’azoto presente nell’aria e a renderlo disponibile per il terreno.
Una volta interrato, il favino arricchisce il suolo di sostanza organica, migliora la sua struttura e contribuisce a trattenere meglio l’umidità. È un piccolo gesto che produce benefici importanti e duraturi, senza ricorrere a fertilizzanti chimici.
Per noi il biologico significa partire proprio da qui: costruire un terreno sano, capace di sostenere la vite anche quando l’acqua scarseggia.
Proteggere la vite dal sole
Quando il caldo diventa intenso, anche la pianta ha bisogno di essere aiutata.
Per questo la gestione della chioma è una delle operazioni più importanti in vigneto. Le foglie non servono soltanto alla fotosintesi: rappresentano anche un vero e proprio ombrello naturale che protegge i grappoli dai raggi diretti del sole.
Una potatura equilibrata permette di far circolare l’aria senza esporre eccessivamente gli acini, riducendo il rischio di scottature e mantenendo una maturazione più regolare.
Vitigni autoctoni nel cambiamento climatico
Il cambiamento climatico ci obbliga a fare scelte nuove, ma ci ricorda anche il valore di ciò che abbiamo sempre avuto.
I vitigni autoctoni siciliani, come Grillo, Catarratto, Inzolia, Zibibbo, Nero d’Avola e Perricone, sono il risultato di secoli di adattamento al clima mediterraneo. Hanno imparato a convivere con il sole, il vento e la scarsità d’acqua molto prima che si iniziasse a parlare di cambiamento climatico.
Per questo oggi rappresentano una risorsa preziosa per il futuro del vino siciliano.
Un altro aspetto importante riguarda le rese. In passato produrre di più era spesso considerato l’obiettivo principale. Oggi la qualità passa anche dalla capacità di accettare produzioni più contenute, permettendo alla vite di mantenere il proprio equilibrio e di esprimere al meglio il territorio.
Il cambiamento climatico rappresenta una sfida enorme per chi produce vino biologico in Sicilia. Noi non possiamo controllare il meteo, ma possiamo scegliere ogni giorno come prenderci cura del terreno, delle piante e della biodiversità.
È da queste scelte quotidiane che nasce il carattere dei nostri vini.
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