Nero d’Avola, il principe dei vitigni siciliani: storia, caratteristiche e abbinamenti

Questo mese ti portiamo alla scoperta di una delle varietà più identitarie della Sicilia tutta.

 

Ti porteremo a scoprire la sua storia, le sue caratteristiche ed i vini a cui può dar vita, tra cui i nostri Nero d’Avola in veste di rosso Nedda e rosato Lia, per chiudere con dei consigli su come lo abbineremmo noi.

 

Nero d’Avola: origini e storia

L’origine del Nero d’Avola va ricondotta con ogni probabilità all’influenza greca nell’isola. Gran parte delle città costiere della Sicilia, infatti (fatta eccezione proprio per la nostra città, Marsala, e Palermo, che sono città fondate dai fenici), sono state fondate dai coloni greci.

Il suo nome è associato ad Avola, una cittadina in provincia di Siracusa. La varietà è conosciuta anche con un secondo nome, Calabrese, nome con cui era noto nell’Ottocento, la cui storia è piuttosto curiosa.

Il nome Calabrese sembra non faccia riferimento alla vicina regione Calabria ma ad una errata italianizzazione del termine “caleaulisi”, da “calea” (uva, nel dialetto della Sicilia orientale) e “aulisi”, o di Avola.

I commercianti siciliani hanno assecondato questa errata traduzione, puntando sul nome “Calabrese” perché all’epoca i vini della Calabria erano più ricercati sul mercato, soprattutto dai produttori francesi, per arricchire e rinforzare i loro rossi.

Per vendere i vini, quindi, alcuni produttori siciliani commercializzavano i loro prodotti con il nome “Calabrese”.

Sulla origine di questo nome c’è anche una seconda ipotesi, al momento meno accreditata. Questa fa riferimento a Calauris, un’isola dell’Egeo, a testimonianza dell’influenza della Magna Grecia.

 

Come per altri vini del Sud Italia, anche il Nero d’Avola ha avuto un passato fatto di vini alcolici e robusti, che serviva ad arricchire il corpo e la struttura dei vini rossi del Nord Italia e non solo.

A partire da circa gli anni Ottanta del secolo scorso, un po’ come in tutta la viticoltura siciliana, c’è stata un’inversione di rotta. Grazie ad alcuni produttori luminari dell’isola, si è spostato il focus dalla quantità alla qualità delle uve, limitando le rese, innovando la gestione del vigneto e le pratiche di cantina.

Si è progressivamente chiusa la porta a vini troppo alcolici, talvolta talmente robusti da non poter nemmeno essere serviti a tavola, per aprirla a vini con un minore grado zuccherino, dove nelle loro espressioni in purezza è possibile apprezzarne tutti i suoi aromi, tutte le sue sfumature.

 

Un’evoluzione che ha portato negli anni il Nero d’Avola ad essere oggi il rosso più identitario della Sicilia. Un’evoluzione che abbiamo richiamato anche nel nostro Nedda. Ma ci arriveremo tra poco.

 

Caratteristiche del Nero d’Avola

Il Nero d’Avola è una varietà che potremmo definire “territoriale”. Che vuol dire?

Vuol dire che riesce ad esprimersi con sfumature diverse a seconda del diverso contesto in cui crescono le uve; riesce a far trasparire, cioè, il suo terroir.

 

La varietà è diffusa capillarmente in tutta la Sicilia. Come stili di Nero d’Avola generalmente si tende a distinguere tre macro-aree:

–        Sicilia sudorientale: in genere sono più fini e articolati, con spiccati richiami floreali e speziati;

–        Sicilia centrale: tendono ad avere un colore intenso con la più alta gradazione alcolica, e tannini morbidi che consentono un buon potenziale di invecchiamento;

–        Sicilia occidentale: in linea generale vergono più su note fruttate e sono morbidi al palato.

 

I Nero d’Avola di Baglio Diar: Nedda e Lia
Anche noi di Baglio Diar abbiamo deciso di dare particolare risalto al Nero d’Avola, con ben due diverse espressioni all’interno della nostra linea Wine Art: un rosso, Nedda, ed un rosato, Lia.

La nostra linea Wine Art vuole essere in etichetta anche un richiamo alla letteratura siciliana. Ogni donna raffigurata, è un personaggio femminile narrato nelle novelle degli scrittori siciliani Verga e Pirandello.
Ognuna di esse incarna i colori di una donna siciliana e quindi mediterranea, con dei richiami alle note che si possono apprezzare in degustazione; tra i capelli e nel vestito, infatti, ci sono alcuni dei frutti o fiori che richiamano gli aromi del vino.

Nedda
Il nostro Nedda è un rosso biologico (e vegano!) nato da un’espressione in purezza di Nero d’Avola.
Le uve sono coltivate nei dintorni di Marsala e Salemi, in collina a circa 200 metri sul livello del mare, su suoli in prevalenza argillosi.
Qui le uve beneficiano di una piacevole e rinfrescante brezza marina durante tutto l’anno.

Il nostro Nero d’Avola lo facciamo anche affinare per tre mesi in vasche di acciaio inossidabile e poi altri cinque mesi in barrique di rovere americano; al termine, riposa almeno due mesi in bottiglia prima di essere pronto.

La nostra scelta è dettata dal voler creare un Nero d’Avola rotondo, morbido dal tannino elegante ed un retrogusto di ciliegia matura, dove al naso spiccano profumi di frutti rossi di come amarena, mora o prugna secca, arricchiti da un bouquet di aromi che comprende anche la vaniglia e i chiodi di garofano.

Sai perché lo abbiamo chiamato “Nedda”?
Come in ogni altro vino di questa selezione, abbiamo associato la donna al vino in base a quella che è la sua personalità o la sua storia nella novella.
Ricordi la storia del Nero d’Avola che raccontavo prima? Di una varietà un tempo molto alcolica e poco piacevole, che nel tempo si è evoluta fino a diventare il vino rosso portabandiera della Sicilia? Ebbene Nedda nel romanzo ha una storia simile.
Nata in condizioni molto umili, si è guadagnata da vivere lavorando nei campi, raccogliendo le olive. Col tempo, però, si è sposata ed è riuscita a migliorare le condizioni di benessere della propria famiglia.
(scopri di più sul nostro Nedda qui)

Lia

Lia è l’ultima arrivata della nostra selezione Wine Art. Nasce da una diversa interpretazione di Nero d’Avola, a testimoniare la straordinaria versatilità di questo vitigno.
Stavolta ci troviamo a Mazara del Vallo, dove i suoli sono caratterizzati da una componente prevalentemente sabbiosa e i vigneti sono molto vicini al mare.
È un rosato che vuole essere fuori dalle righe: chiaretto alla vista, leggero e vivace al palato, ricco e persistente negli aromi e sapori, dove le note di piccoli frutti rossi freschi come la fragola o la menta al naso, ed un retrogusto persistente di amarena, melograno e finocchio rendono questo rosé davvero unico.
Perché Lia?
Lia era la più piccola dei Malavoglia, l’ultima di cinque fratelli.
A differenza dei suoi fratelli, si distingueva per la sua straordinaria bellezza e la sua personalità sensibile.
Un po’ come Lia, questo è un rosato leggero e delicato, con una personalità che potremmo quasi definire “sensibile”; è caratterizzato da questa straordinaria “bellezza” di profumi al naso, e da un distintivo e persistente retrogusto di amarena e melograno al palato.

(scopri di più sul nostro Lia qui)

 

Come abbinare il Nero d’Avola rosato e rosso

Abbinamento Lia Nero d’Avola Rosé

Il nostro rosato può essere un ottimo partner di secondi piatti piccanti, dove la sua spiccata aromaticità ben bilancia la componente speziata del piatto, e con salse di pomodoro.
Potresti anche provarlo con dei crudi di gamberi o insalate di frutta esotica gourmet, o ancor più semplicemente berlo da solo come aperitivo.

Abbinamento Nedda Nero d’Avola Rosso

Il nostro rosso, invece, è il vino che fa per te se hai bisogno di corpo e morbidezza da abbinare a piatti di selvaggina speziate, carni alla griglia o ancora ortaggi ripieni al forno.
Se è nelle tue corde potresti anche provarlo con dei formaggi a pasta dura, come ad esempio uno stagionato 24 mesi.

Scopri Nedda e Lia sul nostro Wine Club