C’è un nuovo frizzante da Baglio Diar

C’è un nuovo arrivato nel mondo di Baglio Diar. È da poco sul mercato il nostro primo vino frizzante ottenuto con il metodo ancestrale: Lumìe
Questo mese ti portiamo alla scoperta della nostra novità, raccontandoti cosa è, come lo abbiamo fatto e le sue caratteristiche, per chiudere con alcuni consigli di abbinamento.

Frizzante metodo ancestrale: cosa è
La domanda potrebbe nascere spontanea. Che vuol dire metodo ancestrale?
Con il termine metodo ancestrale si fa riferimento ad un antico modo di spumantizzazione contadina, quando ancora le autoclavi (che si utilizzano ad esempio per la produzione dei Prosecco) non erano state inventate.

Questo metodo prevede che la fermentazione venga arrestata prima di completarsi attraverso il raffreddamento del mosto ed il passaggio in bottiglia.

La fermentazione poi riprende quando la temperatura sale a tal punto che i lieviti ricomincino la trasformazione degli zuccheri residui.
In questo semplice modo si ottiene il frizzante “col fondo”. Rispetto ad uno spumante ottenuto con il metodo charmat, in un metodo ancestrale tendono a prevalere maggiormente le note agrumate, il colore ad essere un po’ torbido e l’effervescenza è meno invadente.

Perché si chiama frizzante e non spumante?
Un vino è definito frizzante quando, conservato alla temperatura di 20 °C in recipienti chiusi, ha una sovrappressione, dovuta all’anidride carbonica proveniente esclusivamente dalla fermentazione in soluzione, non inferiore a 1 bar e non superiore a 2,5 bar.
Nel caso di uno spumante, invece, questa stessa sovrappressione deve essere di almeno 3 bar e può arrivare fino a 6-8 bar (talvolta anche di più).

Lumìe: perché questa etichetta
Se ci conosci bene saprai già che in ogni nostra etichetta noi cerchiamo di raccontare la nostra identità siciliana.
In questo caso lo facciamo richiamando uno dei nostri frutti più identitari: il limone.
Lumìe infatti è un’antica varietà di limoni siciliana, caratterizzata da una buccia spessa e da piccole dimensioni.
Noi in questa etichetta gioviale e fuori dalle righe raffiguriamo un ragazzo che vede il mondo attraverso una scorza di limone. Questa rappresentazione rimanda ad una duplice interpretazione.
Da un lato si richiama il limone. Questo frizzante metodo ancestrale si caratterizza infatti al palato per un retrogusto finale citrico, che potrebbe ricordarti proprio il limone.
C’è però una seconda interpretazione. Così come guardando il mondo attraverso una scorza di limone non abbiamo una visione chiara, nitida, ma offuscata, anche nel vino abbiamo un colore torbido a causa dei sedimenti dei lieviti presenti, poiché non viene filtrato al termine della fermentazione in bottiglia.

Caratteristiche e abbinamento del nostro frizzante Lumìe

Il nostro Lumìe nasce da un’espressione in purezza di uve Catarratto, che coltiviamo nei nostri vigneti a Salemi, in collina a circa 350 metri sul livello del mare, su suoli prevalentemente di medio impasto argilloso e calcareo.

Le uve le raccogliamo nelle notti dei primi giorni di agosto, una raccolta lievemente anticipata che ci permette di avere una maggiore acidità e conseguentemente una ottimale base spumante.

Questa bollicina si presenta con un colore paglierino arricchito da riflessi argentati; al naso potresti riconoscere dei profumi che richiamano note di banana e di frutta a polpa bianca, come la mela e la pera, e delle note floreali come fiori di sambuco.
Al palato, oltre ad una vivace acidità, prevale un retrogusto che richiama note agrumate come il pompelmo o il lime.

In abbinamento, può essere apprezzato come aperitivo, insieme a dei fried finger food o con ostriche alla brace.
Temperatura consigliata? Molto fresco, tra 4 e 6 °C.

 

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