Enoturismo in Sicilia occidentale: viaggio tra sapori, cultura e wine experiences

Questo mese ti portiamo alla scoperta del nostro territorio, la provincia di Trapani; dalle sue città a quello che il vino ha rappresentato nella cultura di questo lembo di Sicilia, per chiudere con le proposte di degustazione offerte dalla nostra cantina.

 

La Sicilia Occidentale, forse più anche delle altre zone dell’isola, è quella che più esprime le tracce di diversità di popoli che si sono succeduti nella sua storia: dai fenici agli elimi, dagli arabi agli spagnoli.
Ti basterà fare un’escursione all’isola di Mozia ed alle saline che la circondano, per tastare con mano (letteralmente!) il frutto dell’ingegno del popolo fenicio, il sale.
O Marsala, tra i resti della sua florida città antica di Lilibeo, le navi puniche che ne esprimono la sua contesa tra Romani e Cartaginesi, o il suo elegante centro storico, le sue chiese in stile barocco, le sue cantine storiche.

Oppure una passeggiata nel centro storico di Trapani, ammirando i diversi palazzi nobiliari di casate di origine spagnola stabilitesi con l’avvento della corona di Spagna.
O andare su in montagna ad Erice, camminare tra le stradine acciottolate e sentirsi in un’altra epoca.
O ancora le vie arabeggianti della casbah a Mazara del Vallo, i templi greci di Segesta e Selinunte.

Il vino in Sicilia occidentale

Il vino è arrivato in Sicilia migliaia di anni fa.
I primi a portarlo si pensa furono i Fenici, che già commerciavano il vino lungo le coste (IX-IV secolo a.C. insediati nella Sicilia occidentale, tra Mozia, Palermo e Solunto). Poi i Greci ne perfezionarono la coltivazione (introducendo ad esempio l’allevamento ad alberello) e diffusero l’uso della vite in tutta l’isola.

Un momento di svolta si ebbe nel IX secolo quando giunsero gli Arabi in Sicilia occidentale (sbarcarono a Mazara del Vallo).
Nonostante la vite allora non fu più coltivata per produrre vino, (il Corano per l’appunto vieta di assumere alcolici), la viticoltura fece un passo avanti.
Gli Arabi, infatti, coltivarono l’uva da mensa (l’uva passa) introducendo il vitigno Moscato di Alessandria (o Zibibbo) ed importanti innovazioni nella lavorazione del terreno (tanti termini siciliani legati all’agricoltura derivano infatti dall’arabo).

Un successivo momento di svolta del vino in Sicilia occidentale si ebbe diversi secoli dopo, nel 1770. Un mercante Inglese di Liverpool, John Woodhouse, assaggiò il un vino nel trapanese; gli piacque e decise di esportarlo in Inghilterra.
Preoccupatosi che durante il viaggio il vino possa rovinarsi decide di fortificarlo con dell’alcol.
Fu così che nacque il “marsala”, il primo grande vino italiano.
Da quel momento per i successivi due secoli il territorio visse un’epoca di prosperità, con stabilimenti che nascevano e fiorivano in ogni angolo della città, e non solo.

Nella metà del ‘900 si ebbe il declino del vino Marsala.
Da quel momento, insieme all’invasione della fillossera e alla guerra commerciale con la Francia, ci fu un momento di stagnazione per alcuni decenni.
Bisogna aspettare gli anni ’80 del secolo scorso per avere un nuovo momento di svolta, entrando in quella che è la moderna storia del vino siciliano.
Si importano infatti tecniche e tecnologie di cantina per migliorare la qualità dei vini, si piantano varietà internazionali conosciute in tutto il mondo, come Chardonnay, Merlot, Syrah e tanti altri, per cominciare ad inserire la Sicilia “nella mappa” del mondo del vino.
Quel momento, infine, è stato seguito da una spostamento di focus sui vitigni autoctoni, una enorme ricchezza del panorama vitivinicolo siciliano.

In questo contesto si inserisce la famiglia Di Girolamo, proprietari di Baglio Diar.

 

Scoprire la Sicilia occidentale attraverso l’enoturismo: l’esperienza autentica di Baglio Diar

Baglio Diar cura una viticoltura biologica certificata da oltre 20 anni.
Da sempre il focus è stato quello di far emergere la varietà di sapori che contraddistinguono questo lembo di territorio.
E per farlo quale modo migliore se non attraverso le sue varietà più tipiche?
Baglio Diar accoglie turisti da tutto il mondo per raccontare la sua storia e far conoscere i suoi vini.

I vini proposti in degustazione sono tutti ottenuti da varietà autoctone, tutti da espressioni in purezza del vitigno; il modo migliore per conoscerne la loro autenticità.
Grillo, Catarratto, Zibibbo, Nero D’Avola e Perricone, in bottiglie le cui etichette richiamano la letteratura siciliana.

L’esperienza da Baglio Diar prevede una visita guidata nella cantina, dove ti verrà raccontato tutto il percorso che fa l’uva, dalla vinificazione all’affinamento.
Dopo una breve presentazione, potrai optare tra due proposte, una da tre vini ed una seconda da cinque. Entrambe saranno accompagnate con quello che è l’altro nostro prodotto di eccellenza, l’olio. Un olio extravergine di oliva, biologico ed estratto a freddo, servito su dei crostini di tipico pane di grano duro.

 

Prenota la tua esperienza

Organizzare la tua visita è semplice. Siamo aperti tutti i giorni dal Lunedì al Sabato; effettuiamo degustazioni alle 11, alle 16 ed alle 18, fino ad un massimo di 6 persone.
Assicurati il posto prenotando comodamente sul nostro sito al seguente link: https://www.bagliodiar.com/degustazioni/
In caso di info o chiarimenti contattaci al nostro numero +39 3518846370.