Syrah di Sicilia: il rosso dall’anima internazionale ma dal cuore siciliano.

Questo mese ti portiamo alla scoperta del Syrah, un vitigno francese che in Sicilia ha un po’ trovato una seconda casa.
Inizieremo fornendoti una breve panoramica su questa varietà, sul perché sia arrivato in Sicilia e abbia poi trovato grande diffusione, per infine addentrarci sulla nostra espressione di Syrah, “Disira”.

 

Il Syrah, come accennavamo in anteprima, nasce lontano da qui.
In particolare in Francia, tra le colline del Rodano. Pare sia proprio un vitigno autoctono francese, nato dall’incrocio spontaneo di due varietà locali come Mondeuse Blanche e Mondeza.

Nella Valle del Rodano settentrionale, il Syrah trova una delle sue più elevate espressioni. Lì il clima continentale e le forti escursioni termiche favoriscono una maturazione lenta, che regala struttura, eleganza e complessità aromatica.

Con il tempo, il successo dei vini del Rodano ha reso il Syrah un vitigno “internazionale”. Oggi è coltivato in tutto il mondo: dall’Australia al Marocco, dagli Stati Uniti al Sudafrica, così come in Italia, dalla Valle d’Aosta alla Toscana, fino ad arrivare all’estremo sud, in Sicilia.

Da noi è arrivato negli anni Ottanta. In quell’epoca la Sicilia non era ancora particolarmente nota nel panorama mondiale del vino, ed alcuni lungimiranti produttori hanno deciso che era il caso di dare una svolta.
Sono stati progressivamente coltivati alcune delle varietà internazionali più note, come lo Chardonnay, il Merlot, il Sauvignon Blanc o anche il Syrah e tante altre.
Hanno rappresentato un modo di mettere la Sicilia “nella mappa” attraverso quelle varietà che i consumatori già conoscevano.

Nel corso dei decenni il trend è un po’ cambiato. Adesso stiamo vivendo una tendenza al ritorno alle varietà autoctone; e qui ce ne sono parecchie.
All’interno di questo scenario, tuttavia, il Syrah è stato quello che più di tutti gli altri vitigni internazionali ha acquisito una sua identità distintiva, tanto che lo si può tutt’ora trovare un po’ in tutta l’isola.
Qui, sotto il sole isolano ed i venti costanti, il vitigno cambia un po’ volto: i profumi sono più fruttati, i tannini più morbidi, oltre ad un’anima mediterranea, calda.

Qui non diventa un vino pesante, ma un rosso equilibrato, capace di mantenere freschezza nonostante il clima più caldo.

Noi di Baglio Diar nel nostro Syrah “Disira” abbiamo voluto concentrarci proprio sulla freschezza.
Il Disira è infatti l’unico dei nostri rossi che non passa in barrique.
Riposa solo in acciaio per circa 3 mesi, e poi un altro mese una volta messo in bottiglia.
È un rosso rubino con riflessi tendenti al violaceo.
Al naso regala quelli che sono i suoi aromi varietali: frutti rossi, come lampone o ribes nero, misti a qualche richiamo ai fiori rossi, come rosa o violetta.
Al palato ha un corpo medio, è sostenuto da una piacevole acidità e da un tannino morbido. Qui potresti magari percepire sapori che ricordano la fragola, la mora, il timo o ancora la tipica nota speziata di pepe nero.

Queste sue caratteristiche lo rendono versatile e piacevole; un ottimo vino da tutti i giorni. Non è un caso, infatti, che in etichetta richiamiamo un momento della giornata (la sera); proprio a voler esprimere questa sua versatilità.

In abbinamento noi ce lo immaginiamo bene insieme a carni bianche o cacciagione cucinata con erbe aromatiche. Potrebbe essere anche un ottimo partner di primi piatti con sughi di pesce a base di pomodoro, magari anche aggiungendo qualche ingrediente che dia un po’ di piccantezza, che si legherebbe bene al retrogusto speziato del vino.

E tu? Stai già immaginando come abbinarlo?

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